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Il laboratorio Aula Verde di Mallare è nato nel 2000, dopo anni di esperienze legate allo studio d'ambiente.

 

Il Laboratorio utilizza un'area abbastanza vasta adiacente l'edificio scolastico dove sono stati messi a dimora alberi tipici del territorio con particolare attenzione alla flora del Comune di Mallare.

E' stato realizzato un orto dove gli alunni hanno la possibilità di conoscere l'evoluzione di alcune piante attraverso l'osservazione diretta (semina, nascita, messa a dimora, rilevazione delle trasformazioni dei semi, raccolta), un frutteto per la conservazione di alcuni tipi di frutti in via di estinzione e un'aiuola di piante officinali.

Il laboratorio, tra le altre, si pone la finalità di far riscoprire il rapporto uomo - ambiente naturale in prospettiva storica avvalendosi della preziosa collaborazione di anziani artigiani e contadini come portavoce di realtà passate, al fine di far conoscere agli alunni le modalità di vita dei loro nonni e per far sì che il presente possa essere ancorato alle radici del passato.

 

Il Museo della Civiltà Contadina di Mallare, "Museo del Legno", ha la sua sede nel plesso scolastico del paese, in Via IV Novembre.

Il Museo, inaugurato il 30 maggio 2013, è stato creato per conservare e valorizzarle testimonianze storiche ed etnografiche del mondo rurale di tutti i paesi dell' Alta Valbormida. La sua realizzazione fa parte, come già detto, dell' operazione di recupero delle testimonianze di un passato ormai lontano dalla nostra vita quotidiana iniziata molti anni fa dagli alunni e dagli insegnanti di Mallare, all'interno del laboratorio dell'Aula Verde.

Preziosa è sempre stata, e continua ad essere, la collaborazione della gente del paese, in particolare dei "nonni".

I Mallaresi hanno partecipato alla realizzazione del Museo con oggetti , documenti e testimonianze in quanto esso ne rappresenta il patrimonio culturale, ne racchiude la storia e parla delle loro famiglie. All' interno del Museo si possono trovare attrezzi relativi alla lavorazione del legno nelle sue varie fasi, a mestieri ormai scomparsi, a una vita scandita dai ritmi lenti della natura. La disposizione degli oggetti è stata fatta seguendo un semplice ma efficace percorso che parte dal bosco e arriva alla casa, allora come oggi cuore della vita e, passando attraverso i mestieri, tutti riconducibili in qualche modo al bosco e al legno, che permettevano il sostentamento delle famiglie.

Sono presenti alcuni "cammei" che si aprono velocemente su aspetti urbani di vita quotidiana e, contrastando il taglio "agreste" del museo, anticipano quello che sarebbe stato l'evolversi di quella società. Veri e propri gioielli del Museo sono tre plastici su antichi mestieri (FABBRI CARRADORI, CERCHIAI E CESTAI, BOTTAI) realizzati con estrema precisione e realismo dal signor Angelo Vallebona di Altare.

Sono altresì presenti foto delle opere di Francesco Bertone, chiamato da tutti "Martin", autentico maestro nel piegare e nel modellare il legno alla sua volontà in modo raffinato e geniale e alcune sculture lignee di Dorino Bonifacino, detto "Dorin"che rappresenta il mondo agreste con un linguaggio semplice molto vicino allo stile naif.

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